Non è un caso che spesso storie di giardini e storie di artisti si intreccino. Il giardino e la natura sono, dopotutto, opere d’arte viventi. Non ci stupisce che persone particolarmente sensibili alla bellezza e all’arte abbiano voluto circondarsi delle meraviglie della natura, prendendosi cura personalmente del proprio giardino. Avevamo precedentemente visto, infatti, come il pittore francese Jacques Majorelle spese tutte le sue energie e le sue risorse nella realizzazione della sua oasi privata e lussureggiante a Marrakech.

L’artista protagonista di questo giardino è sempre un pittore, francese, ed è uno dei personaggi più importanti dell’arte moderna.

Noi tutti conosciamo Monet come il grande pittore impressionista capace di incantare il mondo intero con la sua visione pittorica impressa su tela. La sua serie di opere più fortunata fu quella della sua ultima fase artistica, la serie delle ninfee. Oggi quei dipinti sono tra i lavori più conosciuti ed apprezzati della storia dell’arte moderna.

Quelle stesse ninfee non solo Monet le aveva dipinte, ma le aveva anche curate e fatte sbocciare.

Oltre ad essere amante dell’arte e della pittura, Monet aveva infatti la passione del giardinaggio.

Curò personalmente il suo giardino a Giverny, in Normandia, dove si trasferì nel 1833.

Si trasferì a Giverny dopo una serie di sciagure: morirono la seconda moglie e i figli. Rimasta in vita solo la figliastra Blanche, andarono a vivere insieme in questo piccolo e tranquillo villaggio agricolo. Della campagna circostante Monet amava soprattutto la luce: «la luce era unica: non si trova uguale in nessun’altra parte del mondo», così diceva del paesaggio pittoresco di Giverny.

La casa dove Monet visse per 43 anni è oggi visitabile virtualmente in un tour disponibile sul sito internet della Fondation Claude Monet.

Intorno alla casa, la passione del pittore per il giardinaggio diede vita a due giardini: il Clos Normand e il Water Garden.

Il Clos Norman, che in origine era un meleto con orto, fu trasformato da Monet in un tripudio di narcisi, tulipani, iris, papaveri, peonie, ciliegi e albicocche giapponesi. Passeggiando sotto le arcate metalliche dei viali, la flora si sviluppa rigogliosamente e i colori delle aiuole multicolore sono un vero piacere per gli occhi.

Nel Water Garden si può ammirare il famoso ponte verde in stile nipponico, che ci ricorda l’amore del pittore per il Giappone e che ben conosciamo grazie alle sue tele. Regine indiscusse dello stagno, le ninfee abbondano, posate delicatamente, pigre e indisturbate, sul filo dell’acqua, tra i riflessi dei salici piangenti, dei bambù e delle peonie che circondano lo specchio d’acqua.

Monet amava riprodurre su tela il suo piccolo paradiso romantico fatto di colori, luci e riflessi.

Oggi le tele che riproducono il suo giardino sono esposte nei musei più importanti del mondo.