Nell’immaginario comune, l’Italia è il paese romantico per eccellenza. Non è un caso, infatti, che proprio in Italia si trovi il parco più romantico del mondo.

Questa l’opinione del New York Times.

Come dargli torto? A Cisterna di Latina, al confine tra Norma e Sermoneta, si trova un giardino che si distingue per la sua unicità e bellezza. Dal carattere romantico e pittoresco, il Giardino di Ninfa sorge sui resti della cittadina medioevale omonima, estendendosi per circa 8 ettari.

La città di Ninfa (il cui nome sembrerebbe derivi da un tempietto di età classica presente su un isolotto del piccolo lago, dedicato appunto alle Ninfe), ha le sue origini già in epoca romana, sotto forma di piccolo centro agricolo.

Durante la metà dell’VIII secolo, Ninfa si arricchì e divenne un piccolo centro urbano con case e chiese, grazie allo spostamento dei traffici commerciali sulla via pedemontana, transitante nei pressi della cittadina.

Nel corso degli anni seguenti Ninfa ebbe numerosi proprietari, tutti appartenenti alla nobiltà romana, ma nel ‘300 la cittadina fu saccheggiata e distrutta, rasa al suolo. Da allora Ninfa non venne più ricostruita e le poche capanne che resistettero furono quelle appartenenti ai contadini che lavoravano le campagne circostanti. Col passare del tempo, l’avanzamento della palude e la malaria costrinsero anche i pochi residenti rimasti a spostarsi e abbandonare Ninfa.

La storia del giardino ha inizio nel 1921, quando Gelasio Caetani iniziò la bonifica della zona per farne una residenza estiva.

Restaurò alcuni ruderi, tra cui la torre e il municipio, e diede avvio alla nascita del giardino, piantando diverse specie botaniche che recuperava all’estero durante i suoi viaggi. Aiutato dalla madre Ada Wilbraham, la quale aveva conoscenze botaniche, mise le basi per un giardino che, grazie al microclima favorevole di Ninfa, si sviluppò meravigliosamente. Il clima si rivelò infatti ideale per lo sviluppo rigoglioso del giardino, grazie alla molta umidità garantita dal fiume Ninfa e dalla rupe di Norma, che fermava il passaggio delle nubi più basse provocando frequenti piogge.

I lavori del giardino proseguirono poi con Roffredo Caetani, la moglie Marguerite Chapin e la figlia Lelia Caetani. Quest’ultima, senza eredi e ultima rappresentante della famiglia, si assicurò di creare una fondazione, la fondazione Roffredo Caetani di Sermoneta, alla quale intestò il castello di Sermoneta e il giardino. Ancora oggi, la stessa fondazione si occupa della gestione del parco.

Furono Lelia Caetani e sua madre Marguerite a dare l’impostazione odierna al parco, strutturando un giardino romantico all’inglese, che oggi sembra tutt’altro che costruito: le piante si sono adattate alla perfezione e tutto da un’idea molto naturale.

Caratteristica del giardino all’inglese è l’inserimento di finti elementi e resti antichi: a Ninfa sono presenti autentiche rovine ed è proprio intorno ad esse che è nato il giardino! Questo rende il Giardino di Ninfa un luogo davvero unico e singolare.

La bellezza delle rovine stesse è stata esaltata da Ferdinand Gregorovius in Passeggiate romane: “Ecco Ninfa, ecco le favolose rovine di una città che con le sue mura, torri, chiese, conventi e abitati giace mezzo sommersa nella palude, sepolta sotto l’edera foltissima. In verità questa località è più graziosa della stessa Pompei, le cui case s’innalzano rigide come mummie tratte fuori dalle ceneri vulcaniche”.

Oggi il parco ospita al suo interno oltre 1300 piante diverse ed è attraversato da numerosi ruscelli d’irrigazioni, oltre che dal fiume Ninfa.

Noci americani, aceri, meli ornamentali, pini, cedri, cipressi, pioppi e noccioli, yucche… e ancora, roseti, ortensie, gelsomini, glicini, bambù… l’elenco è davvero lungo!

Grazie a questa varietà, ogni mese il giardino presenta suggestioni diverse, fioriture, colori e profumi nuovi. Per questo motivo, per poterne apprezzare appieno tutti gli aspetti, l’ideale sarebbe poterlo visitare in diversi periodo dell’anno, dalla primavera all’autunno (periodo in cui il giardino è aperto al pubblico).

Intorno al giardino, a partire dal 1976, è stata istituita un’oasi del WWF a sostegno della flora e della fauna del luogo.

Nel 2000 tutta l’area di Ninfa è stata dichiarata Monumento Naturalistico e viene visitato da circa settantamila turisti all’anno.

Vi lasciamo godere delle meravigliose foto, sarà un po’ come fare un viaggio romantico indietro nel tempo!

Crediti delle seguenti foto: “Foto Giardino di Ninfa/Archivio Fondazione Roffredo Caetani” www.giardinodininfa.eu